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Norme x Plastica


NORMATIVA
- LAWS and PROVISIONS

Plastica: i limiti del riciclo

Utilizzare materiali non consueti pone problematiche poco conosciute.
Le riserve ed i dubbi legati all’utilizzo delle plastiche riciclate post consumo hanno scatenato fin dall’inizio furiosi dibattiti e ancora oggi, in moltissimi, pensano che l’operazione di ottenimento di manufatti, mediante l’uso di polimeri riciclati, sia difficile o addirittura impossibile. In più, come se quanto sopra non bastasse ad ostacolare il definitivo decollo nell’uso di plastiche da riciclo, si devono anno­verare anche dubbi relativi alle convenienze ambientali ed economiche che l’operazione comporta.

E’ nel tentativo di puntualizzare le reali problematiche della questione che partirei dalle azioni possibili:

•  Mettere a fuoco i limiti di utilizzo

•  Munirsi delle necessarie tecnologie specifiche

•  Monitorare costantemente i mercati per capirne le possibili economicità

•  Accertarsi sulla disponibilità certa di materia prima

•  Operare per avere materiali selezionati in modo più spinto e più puro

•  Chiedere un intervento legislativo che faciliti l’operazione

• La normativa

Primariamente è necessario rifarsi alla normativa italiana che vieta l’utilizzo delle plastiche da riciclo post­consumo per uso alimentare anche se non a contatto con l’alimento.

Questa limitazione, già superata da legislazioni di altri paesi pone un ostacolo oggettivo all’uso dei polimeri recuperati e ne consente l’uso esclusivo negli impieghi non alimentari.

Come già accennato, in alcuni Paesi esistono legislazioni che, viste le adeguate tecnologie oggi presenti sul mercato. consentono già l’uso di plastiche da riciclo nel contenimento alimentare.

La disponibilità di tecnologie adatte è necessaria per poter trasformare i polimeri da riciclo in packaging vendibili:

Impianti di coestrusione per poter inserire negli strati interni le plastiche recuperate - e quindi nascosti all’occhio del consumatore - consentendoci in questo modo la possibilità di offrire un prodotto gradevole da vedere e da comprare perché esternamente la presentazione non soffre di colorazioni poco accettabili.

•   Impianti di estrusione mono strato con etichettatura coprente al 100% (etichetta sleever termoretraibile) per poter consentire la vendita di un flacone di colore poco accettabile per effetto dell’unico strato di plastica riciclata.

Nelle due tipologie di trasformazione descritte abbiamo diverse possibilità di impiego quantitativo di polimeri riciclati e quindi potremo arrivare al 50% nel caso del coestruso e fino al

100% nel caso del mono strato.

Quale che sia la scelta non avremo problemi nella presentazione dei prodotti.

Il monitoraggio dei mercati è molto importante per tutte le aziende e maggiormente per quelle che decidono di utilizzare plastiche riciclate.

Infatti i polimeri vergini obbediscono all’andamento dei mercati petroliferi e genericamente hanno un comportamento fluttuante
nel tempo anche in modo sensibile. Contrariamente, i prezzi dei polimeri riciclati hanno una costanza di prezzo molto spinta perché le loro quotazioni sono costruite sui costi di raccolta e riciclo.

Questi due fatti unitamente alle diverse caratteristiche di trasformazione rendono, in alcuni casi, la plastica riciclata non competitiva nel confronto con la plastica vergine:

1. Utilizzando polimeri riciclati si ottengono manufatti mediamente più pesanti per l’inferiore performance meccanica del materiale.

2. Utilizzando plastiche recuperate il fabbisogno energetico è maggiore. Da una parte per i maggiori pesi da lavorare e dall’altra per le tipologie di lavorazione necessarie.

Il conto economico derivante dalla computazione dei costi delle materie prime, dai maggiori costi energetici e dal più elevato esborso relativo alla contribuzione Conai, deve essere continuamente monitorato per cogliere il senso esatto dell’intervento ecologico/economico.

Altro punto di rilievo è quello riguardante la necessità di una certa e qualitativamente adeguata fornitura di materia prima che abbia nel tempo caratteristiche costanti e che possa, con selezioni e depurazioni più spinte incontrare sempre di più le necessità reali della trasformazione in manufatti che il consumatore possa accettare.

•   L ‘incentivazione

Infine deve essere ribadito un punto fondamentale per un futuro di grandi utilizzi di materiali riciclati:

•  L’economicità ambientale raggiunta tramite l’uso di polimeri riciclati si può verificare scientificamente tramite l’uso di strumenti quali l’analisi del ciclo di vita.

•  Tali analisi mettono in particolare risalto la sottrazione netta dal flus­so dei rifiuti di tutti i materiali che vengono recuperati e riciclati fisicamente che, fra l’altro, mantengono inalterate le caratteristiche energetiche intrinseche della plastica.

•  Si possono altresì annoverare pro­blemi non irrilevanti nell’utilizzo di materiali che comunque influenzano il funzionamento
di un circuito virtuoso per la società e l’ambiente.

•  I mercati di riferimento sono da costruire e spesso rendere più organici.

Alla luce di tutto ciò è evidente che si potrebbe immaginare un intervento di incentivazione che, comunque inserito in un mercato sano ed autosostenuto dei materiali polimerici riciclati, aiuti a superare le perplessità e i dubbi che socialmente ed ambientalmente non dovrebbero esistere.


 

Ulisse Pedretti, Coop Italia - Nov. 2000




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